Si torna a parlare di pace fiscale. Dopo la “Rottamazione quater”, conclusasi tra luci e ombre, il Governo sta preparando una nuova edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali: la Rottamazione quinquies, che potrebbe trovare spazio nella prossima legge di bilancio.
Al momento si tratta di bozze e indiscrezioni, ma le informazioni che stanno circolando delineano già i contorni di una misura destinata ad attirare l’attenzione di molti contribuenti.
Quali debiti rientrerebbero
Secondo le prime anticipazioni, la rottamazione quinquies dovrebbe riguardare i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2023. In pratica, tutto lo “stock” di cartelle maturate negli ultimi ventitré anni potrebbe essere oggetto di una nuova definizione agevolata.
Rientrerebbero principalmente i debiti derivanti da imposte dichiarate e da contributi previdenziali, mentre resterebbero esclusi — almeno nelle versioni attuali — i carichi frutto di accertamenti complessi o di omissioni dichiarative gravi. È ancora incerto, invece, il destino dei tributi locali e delle multe: alcune bozze li comprendono, altre no.
Quali vantaggi per i contribuenti
Come nelle precedenti edizioni, anche la quinquies prevederebbe la cancellazione di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione, consentendo ai contribuenti di pagare soltanto il capitale originario e le spese vive.
La vera novità sarebbe però nella rateizzazione, che si annuncia particolarmente lunga e sostenibile: fino a 54 rate bimestrali, cioè nove anni di tempo per saldare il debito. In caso di pagamento dilazionato, si applicherebbe un interesse del 4% annuo a partire dal 1° agosto 2026.
L’adesione dovrebbe avvenire tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con domanda telematica entro il 30 aprile 2026 e primo versamento previsto per il 31 luglio dello stesso anno. L’ultima rata, nel piano più esteso, cadrebbe nel 2035.
Le possibili esclusioni
Non tutti potranno però beneficiare della nuova sanatoria. Resterebbero esclusi coloro che non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi o che risultano evasori totali, così come chi ha già aderito alla precedente rottamazione senza poi rispettare i pagamenti.
L’intento, almeno dichiarato, è quello di evitare che le rottamazioni si trasformino in un appuntamento periodico per chi non adempie regolarmente ai propri obblighi fiscali. Si parla anche di un possibile “saldo e stralcio” automatico per i debiti di importo molto basso (inferiori a mille euro), per alleggerire il carico amministrativo dell’agente della riscossione.
Le differenze rispetto alla Rottamazione Quater
Rispetto alla precedente edizione, la quinquies introdurrebbe un periodo di pagamento più ampio ma con interessi leggermente più alti. L’accesso, inoltre, sarebbe più selettivo: il Governo sembra intenzionato a mantenere il beneficio solo per chi ha avuto difficoltà oggettive e non per chi ha accumulato debiti in modo reiterato.
Si tratterebbe quindi di una misura meno “di massa” e più mirata, con l’obiettivo di chiudere definitivamente una parte consistente del contenzioso arretrato.
La Rottamazione quinquies promette di essere uno degli interventi fiscali più rilevanti del 2026. Offre una reale opportunità per chi desidera mettersi in regola, ma richiederà attenzione, pianificazione e