Anche quest’anno ti è preso un colpo quando ti hanno detto quanto dovevi pagare tra tasse e contributi e per l’ennesima volta ti sei chiesto cosa sto pagando?

Se è vero che alla dichiarazione ci pensa il commercialista, sapere cosa stai pagando e perché è fondamentale per qualsiasi imprenditore o professionista con partita iva.

In questo articolo vedremo come si calcolano le imposte e i contributi se sei in regime forfettario. La particolarità di questo regime fiscale, dalla quale prende il nome “forfettario”, è costituita dal fatto che il reddito viene calcolato applicando ai ricavi o compensi ricevuti nell’anno un coefficiente di redditività, differente per tipologia di attività esercitata (si fa riferimento a tabelle distinte per CODICE ATECO).

Il coefficiente di redditività rappresenta i costi teorici che vengono riconosciuti al tipo di attività che svolgi.

In questo modo i costi saranno dedotti dai ricavi non in modo analitico come avviene nei regimi ordinari (fattura per fattura) bensì a “forfait” appunto.

Gli unici costi che rimangono deducibili analiticamente sono quelli per i contributi previdenziali.

Applicando il coefficiente specifico per la tua attività al fatturato di un anno si ottiene il reddito che è la base di calcolo per le imposte e i contributi.

ESEMPIO PRATICO (il caso di un professionista):

Fatturato 2022 = 50.000€

Coefficiente di redditività = 78% (specifico per questa attività)

Reddito lordo = 50.000 x 0,78 = 39.000€

Una volta determinato il reddito si procede con il calcolo dell’imposta che nel regime forfettario può avere l’aliquota del 5% o del 15%.

ESEMPIO PRATICO

Reddito 2022 = 39000

Imposta = 39000 x 0,05 = 1950 (con aliquota 5%)

Imposta = 39000 x 0,15 = 5850 (con aliquota 15%)

Ricorda anche che il calcolo può cambiare se nel 2022 hai versato contributi, questi infatti possono essere “scaricati” e quindi portati in diminuzione del reddito, ad esempio se nel 2022 hai versato contributi per 3000 euro il tuo reddito non sarà più di 39000 euro ma di 36000 (39000 – 3000).

Per i contributi invece la modalità di calcolo cambia a seconda della tua gestione previdenziale che potrà essere:

  • Professionista con cassa
  • Professionista senza cassa -> gestione separata INPS
  • Ditta individuale commerciante -> gestione commercianti INPS
  • Ditta individuale artigiana -> gestione artigiani INPS

Se hai una cassa specifica allora dovrai far riferimento al suo regolamento per quanto riguarda scadenze e aliquote da applicare.

Se sei in gestione separata i contributi da versare sono calcolati in percentuale sul reddito prodotto. Per il 2022 l’aliquota prevista è del 26,23% ma può cambiare di anno in anno.

Se sei un commerciante dovrai versare i contributi fissi sul redditi minimo previsto che per il 2023 è di 17500 euro questo significa che se il tuo reddito 2023 sarà maggiore di 17500 euro, sulla parte eccedente dovrai versare ulteriori contributi pari al 24% dell’importo. La stessa regola si applica agli artigiani.

Hai le idee più chiare ora? Se hai ancora qualche dubbio e i conti non ti tornano scrivimi!

Ti ricordo anche che puoi utilizzare il pratico calcolatore che trovi sul sito a questo link